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La testa del bastone PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo - Il Clubmaker   
Domenica 07 Marzo 2010 16:42

 

LA TESTA DEL BASTONE 

  

La testa è quella parte del bastone da golf che è destinata al contatto con la pallina.  

La forma della testa del bastone può variare a seconda della casa costruttrice, ma tutte sono comunque molto simili viste le misure imposte dalle Regole. L’unica grande differenza di forma la si trova tra i Legni e i Ferri. 

Cominciamo quindi a dividere queste due forme e ad analizzarle. 

  

Paragrafo 1. Introduzione Legni 

  

Il primo aspetto che stona lo troviamo già nel nome: Legno! Ma come, non sono tutti di metallo?? 

Vero, al giorno d’oggi sono tutti di metallo; ma all’inizio e fino a pochissimo tempo fa la testa dei legni era appunto “di legno”.  Al contrario i ferri furono costruiti quasi da subito in ferro, per l’appunto. 

Scegliere due diversi materiali per la costruzione dei bastoni fu una scelta obbligata perché si arrivò subito a capire che i legni, visto che sono i bastoni destinati a dover tirare più lungo, dovevano essere per forza più leggeri dei ferri. Tuttora la testa di un legno, pur essendo in metallo, è molto più leggera di quella di un ferro, proprio perché deve poter essere mossa più facilmente e velocemente possibile. 

  

Un Legno:                                 Un ferro: 

 

Un Legno        Un Ferro

 

Paragrafo 2. La testa dei legni 

  

Sez. 1: La “cilindrata” 

Definiamo così semplicemente il volume della testa, solitamente espresso proprio in centimetri cubici (cc) come per i motori. E come appunto per le vetture, le teste con una “cilindrata maggiore” sono tra le più richieste. La tecnologia e successivamente il mercato degli ultimi anni, hanno portato le teste dei legni ad essere sempre più grosse; il motivo e molto facile da capire…con una testa grossa è più facile colpire la pallina (che invece rimane nostro malgrado sempre così piccola.!.). 

Maggiorare le dimensioni della testa dei legni serve inoltre a poter aumentare la superficie di impatto della faccia del legno, rendendoli così più facili da usare. 

  

Sez. 2: Loft e lie 

Definiamo così le due grandezze che maggiormente caratterizzano questa parte del bastone da golf. 

Il Loft è l’angolo tra la faccia del ferro e la perpendicolare del terreno, mentre il lie è l’angolo tra l’innesto dello shaft e il terreno.

I legni vengono differenziati per numero, attribuito principalmente in base al loft.

Legno 1: tra i 7 e  i 13 gradi di loft, in media è 10°.

Legno 3: tra i 13e i 17 gradi di loft, in media è 15°.

Legno 5: tra i 18 i 20 gradi di loft, in media è 18°.

Esistono, anche se ne troviamo sempre meno, anche legni con numeri e loft intermedi a quelli che abbiamo visto. Per esempio legno 2, legno 4, legno 7, legno 9… ma come ripeto sono in disuso.

 

Lie:                                                                     Loft:

 

 

Lie                             Loft

 

I legni, al contrario dei ferri, offrono una vasta scelta sia per il loft che per il lie; si può comprare lo stesso legno scegliendo tra diverse gradazioni di loft. Questo per poter accontentare tutti i giocatori, perché molti hanno swing diversi tra loro. Il giocatore che solitamente ha un volo di palla alto, può scegliere di acquistare un legno con una bassa gradazione di loft, che di per sé lo aiuterà ad avere un volo più teso; e viceversa. 

Nei legni accade sempre di trovare una scelta del loft, mentre invece raramente viene data anche la possibilità di scelta del lie, che spesso ha una misura uguale per tutti. Poche case produttrici, quelle più serie (e quelle più care) danno la possibilità di scegliere tra diverse gradazioni di lie per i legni. 

  

Sez. 3: Il coefficiente di restituzione (COR) 

  

Le moderne tecniche di costruzione dei legni, hanno consentito di realizzare teste in grado di “amplificare”  la forza d’urto all’impatto con la pallina. I materiali usati consentono di dare una elevata elasticità alla faccia del legno, e di creare un effetto “trattieni e rilascia”. Questo livello di amplificazione di spinta è conosciuto e brevettato come COR, coefficiente di restituzione. 

La testa di un legno è l’unica in grado di usare questa tecnologia semplicemente perché è cava all’interno, mentre quella del ferro essendo piena non può avvalersi di questa tecnologia. 

Al giorno d’oggi, le Regole del Golf, impongono un coefficiente di restituzione massimo nella costruzione dei bastoni. 

  

Paragrafo 3.  Introduzione Ferri 

  

La testa dei ferri presenta molte più caratteristiche di quella dei legni. Conseguentemente consente molte più opzioni di personalizzazione e di scelta. In seguito elencheremo tutte queste caratteristiche cominciando col dire che per quello che riguarda il loft e il lie, vale lo stesso discorso dei legni; questi due termini inquadrano gli stessi angoli descritti nei precedenti paragrafi. 

  

Paragrafo 4. La testa dei ferri 

  

Sez. 1: Processi di costruzione 

  

La qualità della risposta e della sensazione che riceviamo quando usiamo un ferro, dipende dal processo di costruzione che questo ha ricevuto; da questo processo dipende la forma, la morbidezza del contatto, il backspin in grado di dare alla pallina e la possibilità di modellare lie e loft nel corso della personalizzazione. 

Esistono principalmente due differenti processi di costruzione che dividono le teste dei ferri in: STAMPATI  e FORGIATI. 

Il ferro STAMPATO ha una lavorazione più economica e grossolana, se così possiamo dire, rispetto al forgiato. È costituito principalmente di acciaio inossidabile legato a ghisa. La sua costruzione prevede che questa lega di metallo venga semplicemente fatta colare in due diversi stampi, e fatta raffreddare senza pressioni. Questi due stampi creeranno le parti che in seguito verranno unite per creare la testa del ferro. Se immaginassimo di avere in mano queste due parti prima che vengano unite, vedremmo la testa del ferro tagliata così:

 

Sezione ferro stampato

 

 

Questo tipo di lavorazione è molto diffusa perché è la meno costosa a livello di produzione, però presenta diversi aspetti negativi. Il primo riguarda la bilancia tura della testa stessa, perché quando il metallo viene fatto colare negli stampi, non riceve alcuna pressione che invece aiuterebbe a eliminare la presenza di piccole bolle d’aria . Questo fa sì che la testa non abbia la stessa densità di metallo dappertutto, e quindi risulta sbilanciata.  

Il secondo aspetto negativo è la morbidezza dell’impatto. Il metallo necessario a questa lavorazione, una volta raffreddato, diventa molto duro e non malleabile; cosa che va a discapito della morbidezza e del feeling. 

Il terzo aspetto negativo è il più importante; non possono essere personalizzati nel loft e nel lie, cosa possibile invece nei FORGIATI.  

Durante la costruzione del bastone su misura, il CLUBMAKER esegue sempre una prova del lie, necessaria a capire di quanto i bastoni dovranno essere modificati in questa angolatura. Per tutte le specifiche tecniche riguardanti il loft, il lie e la personalizzazione, vedere i paragrafi tecnici. 

Il ferro FORGIATO ha una tecnica di costruzione molto più precisa e “raffinata” se così possiamo dire. La testa del ferro viene creata partendo da un solo pezzo di acciaio, che in seguito alla sua fusione ad alte temperature, viene pressato ancora caldo all’interno dello stampo e infine modellato a seconda della forma che dovrà assumere (diversi modelli). 

Questo conferisce alla testa una altissima precisione di densità di materiale in tutta la sua forma, e l’acciaio solitamente misto al carbonio lieve conferisce al ferro un suono e un feeling di impatto eccellente. 

Uno degli aspetti più vantaggiosi del ferro forgiato, come già anticipato , è la possibilità di modificare lie e loft della testa per adattarla alle esigenze del giocatore. 

Come vedremo nei paragrafi tecnici, la modifica del lie è di fondamentale importanza nella costruzione del bastone su misura. Vi anticipo che un passaggio della testa del ferro all’impatto in una inclinazione sbagliata, può già di suo far partire la pallina più a destra o più a sinistra. 

  

Sez. 2 Perimetrale, semiperimetrale, a lama. 

  

Queste tre parole indicano e catalogano i ferri per FORMA. 

Prima di tutto li vediamo: 

  

Perimetrale:                        Semiperimetrale:                       A lama (blade): 

 

 Ferro Perimetrale         Ferro Semiperimetrale                  Ferro A Lama

 

 

Il ferro PERIMETRALE, come dice la parola stessa, viene costruito “scavando” il materiale che si trova nella parte posteriore del ferro e distribuendolo lungo il perimetro, sempre nella parte opposta alla faccia del ferro. 

 

Processo ferro perimetrale

 

 

Portando il materiale della testa lontano dal centro di essa (figura), in sostanza “sciogliamo” il punto di contatto centrale (sweet spot) e, distribuendolo sul perimetro, creiamo un solo grande punto di impatto, grande quasi come tutta la faccia. Questo rende il ferro estremamente facile da giocare, perché il giocatore può colpire la pallina in qualunque punto  della faccia senza avere differenze nel risultato. 

 

  

Il ferro perimetrale è quindi anche il ferro che ha la maggior superficie totale, è la testa che ha più volume rispetto alle altre due, anche se il peso non cambia. 

Questa tipologia di ferro negli ultimi anni ha portato un grosso contributo, soprattutto nel mondo dilettantistico aiutando i golfisti a raggiungere traguardi di gioco inaspettati. La differenza di semplicità nell’utilizzo di un ferro perimetrale rispetto a un ferro blade o semi blade è enorme. 

La descrizione analitica ci impone però di sottolineare anche gli aspetti negativi, ove ne troviamo. 

Già, perché anche questo ferro apparentemente ipertecnologico e perfetto, ha un difetto. Vi siete mai chiesti come mai, visto che questi ferri sono così facili, i dilettanti di alto livello e i professionisti usano i ferri a lama o semiperimetrali? 

La risposta arriva subito. È sì vero che il perimetrale risulta più facile da giocare perché ha maggior tolleranza nell’errore, ma è altresì vero che il livello di densità del loro sweet spot è notevolmente inferiore rispetto ai ferri blade. Questo cosa ci dice, ? , dice che l’impatto con la pallina risulterà meno aggressivo, energico e “violento” quando useremo un ferro perimetrale perché il centro non è “pesante” come nel blade.  

Esempio pratico: immaginate di dover piantare un chiodo in un muro, e per farlo avete a disposizione due martelli; uno normale e un altro più grande di dieci volte ma dello stesso peso del primo. Ora, è scontato dire che il chiodo sarebbe più difficile da mancare con il martello grosso, però è interessante rendersi conto che ci vorrebbero molte più martellate. Questo perché la superficie di impatto con il chiodo, che come la pallina ha sempre la stessa dimensione, nel martello grosso ha ovviamante meno densità visto che è più grande ma pesa come quello piccolo. 

In conclusione voglio arrivare a dire che il ferro perimetrale, per il motivo sopra esposto, tira più corto, molto più corto del ferro blade o a lama che dir si voglia. 

È per questo motivo che i dilettanti esperti e i professionisti prediligono la testa blade; a loro che colpiscono sempre in mezzo non interessa avere un bastone che gli “perdoni l’errore”, ma bensì necessitano del ferro che gli dà maggior distanza. 

  

I ferri SEMIPERIMETRALI, lo dice la parola stessa sono una via di mezzo tra i ferri perimetrali e quelli a lama. Questi sono attualmente tra i più diffusi e richiesti, come per tutte le grandezze intermedie. Li troviamo anche loro scavati all’interno però meno e senza cavità (che caratterizza i ferri perimetrali). 

Come abbiamo già visto e appreso, creare una cavità e  

distribuire peso all’esterno consente di allargare lo sweet spot,  

però consente di farlo per gradi, a scelta del tipo di ferro 

che si vuole creare. Nel semiperimetrale è proprio così; 

il principio di lavorazione inizia come il perimetrale, però nel processo si sono fermati “a metà strada” dando così origine a un bastone non troppo facile, non troppo difficile. 

Infine troviamo il ferro blade, il dio creatore di tutte le teste di ferri. Da lui discendono tutte le tipologie oggi esistenti. Questo è il ferro più difficile da giocare di tutti, e a questo punto credo che tutti abbiamo già capito il perché. In questa testa, il centro, il baricentro o sweet spot che dir si voglia, è un punto molto piccolo (pochi millimetri quadrati) all’infuori del quale si avrà un contatto con la pallina molto inconsistente.

 

Sez 3. La suola

 

La suola della testa del ferro può variare soprattutto per larghezza. Questo variare dipende dalla forma del ferro, o più precisamente dalla “famiglia” di appartenenza: perimetrale, semiperimetrale o blade. Come abbiamo visto, la scala di difficoltà è come indicata sopra: dal più facile al più difficile. Nella costruzione della testa quindi si tiene conto della larghezza della suola in base alla forma del ferro. In un ferro perimetrale troveremo sicuramente una suola più larga che in un ferro blade.

 

 

 

  

Suole ferri

 

Da sinistra, nella foto, la suola di un ferro blade, di un ferro semiperimetrale e di un ferro perimetrale. 

 

Come possiamo vedere, la larghezza della suola incrementa di pari passo con la difficoltà del bastone e quindi con la dimensione complessiva della testa stessa. 

Il motivo tecnico di questa differenza lo spiegheremo nella prossima sezione dedicata al BOUNCE.

 

Sez.4 Il bounce (rimbalzo).

 

È così definito l’angolo che vi è tra lo spigolo inferiore della faccia del ferro, la sua suola e il terreno.

 

 

 

 

Angolo del bounce

 

 

Questo angolo è un disegno della testa intenzionale, studiato per impedire al bastone di affondare troppo nel terreno e specialmente nella sabbia. È infatti noto che il bounce assume gradazioni di rilievo soprattutto nei sand-wedge.

Quando il bastone con molto bounce arriva a contatto con la pallina e con il terreno noteremo che  questa “protuberanza” avrà il primo contatto con il terreno, e consentirà al bastone di galleggiare sia sulla sabbia che sull’erba impedendo allo spigolo inferiore della faccia di tagliare e successivamente affondare troppo nel terreno. Per questo motivo è chiamato rimbalzo, anche se tradotto non è molto bello.

In regola generale, quindi, più il numero dei gradi di bounce è alto più alta sarà la resistenza del bastone ad affondare nella sabbia o nel terreno.

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Maggio 2010 08:06
 

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